Abusivismo edilizio, il governo impugna la sanatoria votata dall'Ars

3' di lettura 24/09/2021 - Stop dal governo Draghi alla legge regionale sul condono edilizio votata dall'Assemblea regionale siciliana

Il Consiglio dei ministri ha impugnato la sanatoria votata dall’Ars sugli abusi edilizi compiuti nelle aree sottoposte a vincolo relativo. Lo ha annunciato Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia: "L’ennesima sberla al Parlamento siciliano. Il tempo delle sanatorie è finito e bisogna tutelare il paesaggio. Adesso l’assessore Cordaro si impegni a ripristinare la legalità".

"Lo avevamo detto e scritto più di un anno fa - afferma Zanna - in una lettera aperta ai tutti i deputati regionali di non approvare questa norma anticostituzionale, già cancellata dalla Corte costituzionale, dannosissima perché alla fine legittima altri abusi edilizi. Ma non siamo stati, ancora una volta, ascoltati e l’Ars è stata di nuovo mortificata".

La sanatoria - commentano i deputati M5s della commissione Ambiente dell'Ars, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Stefano Zito - avrebbe dato "il via libera all'ennesimo scempio ambientale: un condono edilizio che avrebbe consentito agli immobili totalmente abusivi, costruiti in aree di valore paesaggistico, di potere rimanere esattamente dove sono. Siamo felici che Roma, come avevamo chiesto con tanto di nota ufficiale, abbia messo una toppa, una grande toppa, alle spregiudicatezza del governo Musumeci che continua, con i fatti, a dimostrarsi il nemico numero uno dell'ambiente".

"Sarebbe stato – aggiunge Trizzino - un caso unico nel panorama italiano ed è per questo che eravamo più che convinti che fosse assolutamente illegittimo: da qualsiasi altra parte, immobili di questo tipo vengo abbattuti, ordinando al responsabile il ripristino dei luoghi. Roma ha dato ragione a noi e torto ad un governo che di ambientalista non ha assolutamente nulla".

"Sull'abusivismo edilizio, come direbbe Brian De Palma, Musumeci è tutto chiacchiere e distintivo: è contrario solo a parole". Così Claudio Fava de I cento passi commenta la bocciatura della norma regionale "che autorizzava una vera e propria sanatoria". "Il Consiglio dei Ministri - aggiunge - salva la Sicilia dall'aggressione al paesaggio e al territorio, ma non possiamo sperare che sia sempre Roma a intervenire stoppando i tentativi del governo Musumeci di sanatorie sotto falso nome. Nei giorni scorsi, insieme alle altre opposizioni e a molte associazioni ambientaliste avevamo chiesto un intervento al governo nazionale. Oggi possiamo dire che avevamo ragione".

"Restiamo certi della bontà e della coerenza giuridica della norma impugnata", dichiara l'assessore all'Ambiente Toto Cordaro. "L'articolo esitato favorevolmente dal Parlamento siciliano era stato dibattuto, trovandone piena adesione con tutti gli ordini professionali competenti (ingegneri, architetti, agronomi, geologi) e con i rappresentanti degli atenei siciliani. E prima di approdare in Aula aveva trovato il voto favorevole della Commissione Urbanistica dell'Ars e la condivisione dell'Ufficio legislativo della stessa Assemblea regionale".

"Chi oggi gioisce - continua Cordaro - è nemico dei siciliani, ai quali finalmente, dopo venti anni, avevamo ridato certezza del diritto. Adesso dal governo nazionale e dal Parlamento ci attendiamo soluzioni a un problema che riguarda decine di migliaia di cittadini della nostra Isola e non soltanto un'impugnativa che ha il sapore della suggestione politica guidata dalla Sicilia, in considerazione che i due ministeri che hanno eccepito le osservazioni che hanno poi portato alla decisione del Consiglio dei ministri sono guidati dal Pd e dal Movimento 5 stelle. Non appena leggeremo le motivazioni, valuteremo se resistere davanti alla Corte costituzionale e o se intraprendere un percorso che non può non coinvolgere il Parlamento nazionale".

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Questo è un articolo pubblicato il 24-09-2021 alle 17:45 sul giornale del 25 settembre 2021 - 113 letture

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